
La critica aveva potuto cogliere un possibile avvio della stagione dell`Art Déco nell`Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes che si era tenuta a Parigi nel 1925, sottolineando, quindi, un primato della Francia.
In realtà anche l`Italia partecipa con una posizione originale all`affermarsi di tale gusto. E la mostra a Palazzo Roverella intende proprio rendere maggiormente noto al pubblico un periodo artistico italiano spesso tralasciato, offrendo una chiave di lettura che privilegia la produzione pittorica, senza peraltro tralasciare la scultura a cui è dedicata una sezione. Ecco come i due curatori, Francesca Cagianelli e Dario Matteoni e, in estrema sintesi lo presentano:
"Il termine Art Déco o più brevemente Déco fu coniato negli anni `60 come ricapitolazione critica condotta dagli storici di uno stile o, più correttamente di un gusto, che aveva segnato nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Come sovente accade per la storia dell`arte fu il riconoscimento a posteriori di temi e di formule figurative riconducibili ad un comune denominatore.
E` possibile definire il Déco come manifestazione di un gusto non fondato su precise teorizzazioni - in questo si è voluto vedere la discontinuità con l`Art Nouveau - ma assai diffuso in tutte le manifestazioni artistiche rivolte alla ricerca di una modernità che intendeva superare la mera funzionalità delle forme aggiungendo ad esse eleganza e persuasività.
Possiamo quindi accettare il termine Déco come sinonimo di un`idea di moderno, non di modernista. L`Art Déco, affermatasi negli anni Venti e Trenta è caratterizzata da numerose sfaccettature, si ispira alle geometrie dell`universo della macchina, alle forme prismatiche delle costruzioni metropolitane e a modelli di una classicità altrettanto persuasiva nei propri canoni di eleganza. Il termine Art Déco passò facilmente dal ristretto mondo degli specialisti al largo pubblico che rapidamente si è impadronito di questa etichetta evocativa di una moda".


Mostra promossa da:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
in collaborazione con Accademia dei Concordi
Sede:
Pinacoteca di Palazzo Roverella,
Via Laurenti 8/10
Rovigo
Orari:
Feriali: 9.00-19.00
Sabato: 9.00-21.00
Festivi: 9.00-20.00
Chiuso i lunedì non festivi
Mostra a cura di:
Francesca Cagianelli
e Dario Matteoni
Direzione della mostra:
Alessia Vedova
Catalogo:
Silvana Editoriale